“I Know Lunigiana”: da New York alle origini,con un festival che da voce alla Lunigiana nel mondo

Mi chiamo Chantal Balestri e sono una pianista italo-svizzera, cresciuta nel comune di Fivizzano, con radici lunigianesi da parte di nonno materno sassalbino. La musica mi ha portata in tutto il mondo: ho studiato e suonato nei cinque continenti e per anni ho vissuto all’estero, in particolare a New York, dove sono stata docente aggiunto alla New York University. Dal 2020 sono tornata in Italia e oggi vivo a Palermo, dove insegno pianoforte in Conservatorio. Nonostante i continui viaggi, ogni mese, è nella terra in cui sono cresciuta – la Lunigiana – che ho voluto costruire un ponte duraturo tra la mia carriera, il mio vissuto e le mie origini.
Nel 2017 ho fondato insieme al mio collega Andrea Rossi il Lunigiana International Music Festival, un progetto che sento come una parte profonda di me. È nato quasi per sfida, ma anche per un’esigenza profonda: quella di dare alla mia terra ciò che io avrei voluto trovare da bambina e da giovane aspirante musicista. Per questo non poteva essere solo una rassegna di concerti, ma un vero progetto educativo che coinvolgesse giovani da tutto il mondo.
Oggi, dopo otto edizioni, il Festival è diventato un punto di riferimento musicale e umano che mette in dialogo grandi maestri e giovani talenti con la comunità locale. Organizzarlo ogni anno in Lunigiana significa vivere un’esperienza irripetibile: vedere piazze, chiese e borghi risuonare di musica; incontrare residenti storici e nuovi arrivati che si sentono parte di una rinascita culturale; vedere giovani che si avvicinano alla musica e che scelgono persino di fare volontariato per il festival. Io stessa ho scoperto luoghi meravigliosi che prima non conoscevo. È commovente vedere anche i “neo-lunigianesi” partecipare attivamente, come se la Lunigiana fosse da sempre anche casa loro.
Non potrei immaginare un altro luogo in cui realizzare qualcosa di così autentico. La Lunigiana mi restituisce ogni anno una connessione profonda che altrove, anche nei teatri più prestigiosi, fatico a ritrovare. È una terra di paesaggi incantevoli, di storia intensa e di un’energia umana che, se riattivata, ti regala tanto.
La cosa che mi emoziona di più? Quando incontro musicisti stranieri — americani, asiatici, europei — che mi dicono: “I know Lunigiana”. E li sento pronunciare quel nome con cura. Sanno dov’è. Sanno cosa significa. E forse, anche un po’, la sentono come punto di riferimento. Questo per me è un piccolo miracolo. E una grande vittoria del cuore.